La divisione conta su più di trenta presse per lo stampaggio ad iniezione tradizionale, lo stampaggio a gas e la sovrainiezione. I tonnellaggi delle presse variano da un minimo di 50 tonnellate ad un massimo di 1400 tonnellate.
La produzione interna ad IPA è orientata ai grandi volumi.
I principali materiali lavorati nella divisione stampaggio sono i seguenti termoplasici:
polipropilene (PP): si ottiene per poliaddizione del propilene ed appartiene alla famiglia delle poliolefine. Può essere additivato ad esempio con carbonato di calcio o talco o con elastomeri per variarne alcune caratteristiche meccaniche, è dotato di una buona stabilità dimensionale. Il polipropilene è facilmente riciclabile.
poliammide (PA, nylon): i più comuni tipi di nylon sono PA 6, più economico e più facilmente lavorabile, e PA 66, più duro e resistente all'abrasione. Solitamente il poliammide viene additivato con fibre o sfere di vetro per migliorarne alcune caratteristiche meccaniche. Il recupero avviene solitamente da scarto da pre-consumo attraverso un nuovo processo di polimerizzazione.
acrilonitrile-butadiene-stirene (ABS): è costituito da un elastomero, la gomma butadienica, ed una resina, l'acrilonitrile-stirene. Ha ottime caratteristiche meccaniche quali elevata durezza e resistenza all'urto. E' riciclabile facilmente.
policarbonato (PC): appartiene alla famiglia dei poliesteri. Viene sfruttato in particolare per le sue peculiarità quali la trasparenza e l'autoestinguenza. Il riciclo del policarbonato non è molto diffuso.
polistirolo (PS): si ottiene per poliaddizione dello stirene. Resiste bene alle sollecitazioni, ma non al'urto. Può essere riciclato facilmente.
polimetilmetacrilato (PMMA): è una resina acrilica. Le caratteristiche principali sono la trasparenza, la durezza e la solidità alla luce. Il riciclo del PMMA non è diffuso.

